"Squero
(Calle, Ramo del)
a San Moisè. Deve sembrar naturale che varie
strade di Venezia portino tale denominazione qualora
si consideri che, innanzi alla erezione dell'Arsenale,
c'erano vari squeri, o cantieri, ove la Repubblica
faceva costruire i propri navigli, e che, ai tempi del
maggiore commercio, squeri, o cantieri, avevano
pure molti privati, donde uscivano le galere di secondo
rango, destinate alle tratte commerciali. I lGallicciolli
fa provenire la voce squero da squadra, strumento
necessario ai fabbricatori di barche, come a molte altre
specie di artefici, e che nel nostro dialetto viene
appellato squara, o squera. L'arte
dei Squeraroli, che comprendeva anche quelli
dell'Arsenale, si eresse in corpo nel 1610, ed aveva
scuola di divozione nella chiesa sei SS. Gervasio e
Protasio, sotto l'invocazione di S.Elisabetta."
"Pugni
(Ponte dei)
a San Barnaba. E' noto che Venezia era anticamente divisa
in due fazioni, un vestigio delle quali notasi ancora
nelle regate. L'una chiamavasi dei Castellani, e l'altra
dei Nicolotti. La prima era composta dagli abitanti
delle parti orientali della città, alla cui estremità
giace Castello; la seconda dagli abitanti delle parti
occidentali, che vengono conterminate da San Nicolò
dei Mendigoli. I Castellani portavano per distintivo
il berretto, e la sciarpa rossi; i Nicolotti invece
il berretto, e la sciarpa neri. Nulla si sa di preciso
intorno l'origine di queste fazioni. Chi le fa derivare
dalle guerre civili fra quelli dell'Eraclea, e quelli
di Jesolo, dopo le quali gli uni e gli altri vennero
a stabilirsi in queste isole. Chi dall'uccisione di
un vescovo di Castello, per opera dei Nicolotti.
Il governo alimentava le rivalità dei due partiti
per avere uomini animosi ed addestrati alle zuffe, e
forse per mantenere divisi i sudditi in modo che, se
una porzione si fosse mai sollevata, l'altra fosse pronta
a reprimere la ribellione. Ove i Castellani e i Nicolotti
cercavano maggiormenti di superarsi a vicenda, era nel
così detto combattimento dei pugni, che sottentrò
alla guerra delle canne, o dei bastoni. Questo combattimento
si permetteva da settembre a Natale, e facevasi per
lo più sopra i ponti, fra i quali avevano la
preferenza quello di San Barnaba, di cui ora parliamo,
e che perciò fu chiamato Ponte dei Pugni,
e quello di S.Fosca. I due ponti hanno sugli angoli
della piazzetta impresse le orme dove i lottatori dovevano
posare i piedi, e uno di essi conservasi ancora senza
bande, costume adottato col pietoso fine che i combattenti,
cadendo facilmente nell'acqua, fossero costretti in
breve a separarsi, e desistere dall'ire.
Il combattimento dei pugni continuò fino al 1705,
epoca nella quale venne severamente proibito. Imperciocchè
nel 30 settembre di quell'anno il Ponte dei Pugni a
San Barnaba fu teatro di sanguinosissima lotta, che
cominciò colle pugna, e finì coi sassi
e coltelli. Tanto v'erano intenti i popolani che, essendosi
sviluppato un fiero incendio nel monastero di San Girolamo,
niuno volle spiccarsi per estinguerlo, e fu d'uopo che
un prete di S. Barnaba uscisse fuori con un crocifisso
in mano per dividere i combattenti .
Negli ultimi tempi della Repubblica i Castellani, e
i Nicoletti erano costretti a limitarsi a gare ed esercizi
meno crudeli come le Forze d'Ercole, e le Regate."
"Piscina
(Calle, Campiello di)
in Frezzeria. Eranvi anticamente in Venezia
molti stagni, appellati laghi, picine e talvolta pisciariae,
i quali servivano alla pesca, e all'esercizio del
nuoto. Anche dopo che furono interrati, per cura dei
Capi dei Sestrieri, conservarono il nome primiero. Troviamo
quindi oltre l'indicata appellazione, quelle di Piscina
di San Giuliano, Piscina di San Moisè,
Piscina di San Samuele, ecc."
"Fondamenta
Le Fondamente sono strade marginali che si
stendono lungo i rivi della città. Vengono così
dette perchè servono di base, o di fondamento
agli edifici. Dapprima si fecero di terra legata con
graticci e sterpi, poscia di legname, e finalmente di
pietra.
Alcune fondamente, che danno sul Canal Grande,
o sulla laguna, prendono il nome di Rive."
"Dai
(Sottoportico, Ponte, Fondamenta dei)
a San Marco. E' tradizione che questo ponte, colle strade
vicine, abbia derivato il nome dal gridare del popolo
dai! dai! (dalli! dalli!) dietro una parte dei congiurati
di Bjamonte tiepolo, che dopo la sconfitta riportata
il 10 giugno 1310, fuggivano dalla Piazza San Marco.
E' da considerarsi però che in tutti gli antichi
documenti esso ponte non è chiamato dei Dai,
ma dei Dadi, per cui si può ritenere che qui
si vendessero dadi da giuoco o si costumasse di giuocare
ai medesimi."
"Corte
Così chiamasi una piccola piazza, o campo, chiusa
fra case, da cui per ordinario si deve uscire per la
parte medesima per cui si entra."
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